L'Italia ha il tasso di contributi previdenziali più alti nell'area Ocse, dopo l'Ungheria.

Ocse, in Italia salari più bassi della media. Record per contributi previdenziali. I precari di oggi saranno i poveri di domani
inps personell tasso di contributi è al 33% del reddito lordo, alle spalle della sola Ungheria, e pesa sul datore di lavoro per 23,8 punti. Il tasso di sostituzione è al 71,2%, tra i più generosi. In media, i trasferimenti complessivi per pensionato sono di 335mila euro per gli uomini e 382mila per le donne, tra i più generosi. Rischio difficoltà economiche per chi entra ora nel mercato del lavoro. I salari sotto la media. L'Italia ha il tasso di contributi previdenziali più alti nell'area Ocse, dopo l'Ungheria. Ma le cose sono cambiate rapidamente e gli attuali precari rischiano di pagar caro i privilegi del passato e ritrovarsi in netta difficoltà quando sarà il loro turno di uscire dal mondo del lavoro. E' quanto emerge dallo studio "Pensions at a glance" diffuso oggi dall'Organizzazione parigina, che mette in luce anche come i salari italiani sono al di sotto della media Ocse.
In media in Italia nel 2012 un lavoratore percepisce 28.900 euro, pari a 38.100 dolari, al di sotto dei 42.700 dollari medi dell'Ocse, sui quali pesano i 94.900 dollari degli svizzeri, i 91 mila dollari dei norvegesi, i 76.400 dollari degli australiani, i 59 mila dollari dei tedeschi e i 58.300 dollari degli inglesi, superiore ai 47.600 dollari degli statunitensi. Ai livelli più bassi i messicani con 7.300 dollari e i 12.500 dollari degli ungheresi.
Pensioni d'oro. Il tasso italiano nel 2012 era infatti pari al 33% del reddito lordo, in aumento dal 28,3% del 1994, contro una media Ocse del 19,6%. Solo l'Ungheria, con il 34% ha un tasso più elevato e la media Ocse è pari al 19,6%. I contributi sono a carico per 9,2 punti del lavoratore e per 23,8 del datore di lavoro. Attualmente il tasso di sostituzione lorda delle pensioni rispetto al reddito in Italia è pari al 71,2%, contro il 57,9% medio Ocse, ed è l'ottavo più generoso tra i Paesi industrializzati. Il tasso netto è
dell'82% contro una media del 69,1%.

Come già segnalato dall'Ocse, per altro, il salario medio in Italia è di 28.900 euro, tra i più bassi dell'area, inferiore alla media che è pari a 32.400 euro.

Il flusso lordo di ricchezza pensionistica (ovvero quello che viene ricevuto complessivamente negli anni della pensione) è pari a 11,9 volte il salario medio annuale per gli uomini e a 13,7 volte per le donne, di riflesso alla maggiore attesa di vita, contro medie Ocse di 9,3 e 10,6 volte rispettivamente.
A livello armonizzato, la ricchezza pensionistica in Italia, ovvero il valore corrente dei trasferimenti complessivi promessi a un singolo pensionato in base all'attuale sistema, ponderato sulla base delle attese di vita e delle indicizzazioni, ammonta in media a 454mila dollari per gli uomini (circa 335mila euro al cambio attuale) e a 518mila dollari per le donne (382mila euro), contro 423mila e 483mila Ocse. I pensionati più ricchi stanno in Lussemburgo e in Olanda, dove la ricchezza media supera il milione di dollari, ma anche in Svizzera e Danimarca, dove si avvicina al milione di dollari. I pensionati che più devono tirare la cinghia sono in Messico (42mila dollari) e in Polonia (88mila).
Pensioni, la spesa più alta in Liguria
Le riforme e il sistema in sicurezza. "Con una spesa pubblica per pensioni di vecchiaia e superstiti pari a 15.4% del reddito nazionale (rispetto a una media Ocse del 7,8 %), l'Italia aveva nel 2009 il sistema pensionistico più costoso. Ma con la riforma globale del sistema pensionistico adottata nel dicembre 2011, l'Italia ha realizzato un passo importante per garantirne la sostenibilità finanziaria", dice l'Organizzazione pensando alla Fornero. "L'aumento dell'età pensionabile", ammoniscono però gli economisti, "non è sufficiente per garantire che le persone rimangano sul mercato del lavoro, soprattutto se esistono meccanismi che consentono ai lavoratori di lasciare il mercato del lavoro in anticipo". In Italia, per altro, resta "relativamente bassa" l'età effettiva alla quale uomini e donne lasciano il mercato del lavoro: 61,1 anni per gli uomini e 60,5 per le donne, contro una media Ocse di 64,2 e 63,1 anni.
Precario oggi, povero domani. A valle di questi dati che figurano un sistema generoso, sempre l'Ocse sottolinea poi che "l'adeguatezza dei redditi pensionistici potrà essere un problema" per le generazioni future, e "i lavoratori con carriere intermittenti, lavori precari e mal retribuiti sono più vulnerabili al rischio di povertà" durante la vecchiaia". Ciò si accompagna all'accusa verso il "metodo contributivo" e l'assenza di pensioni sociali. L'Organizzazione prende atto del fatto che chi entra oggi nel mercato del lavoro dovrà aspettarsi una pensione più bassa rispetto agli standard attuali, con un autentico rischio povertà per i precari. "Lavorare più a lungo potrebbe aiutare a compensare parte delle riduzioni", si legge nel rapporto, "ma, in generale, ogni anno di contributi produce benefici inferiori rispetto al periodo precedente tali riforme", sebbene "la maggior parte dei paesi abbia protetto dai tagli i redditi più bassi".
Anziani protetti. Dal rapporto emerge anche che il tasso di povertà tra gli anziani italiani è in calo, anche se la rilevazione si ferma agli albori della crisi economica. Nel 2010 gli over 65 poveri sono l'11%, contro il 14,5% del 2007 e contro il 13% del tasso di povertà medio nazionale. Nei paesi Ocse il tasso di povertà degli over 65 è del 12,8% nel 2010, contro il 15,1% del 2007 e l'11,3% del tasso di povertà medio. L'11% dell'Italia è in linea con quello del Belgio, il 10,5% della Germania e peggio del 5,2% della Francia.
da Repubblica – 26 novembre 2013

E Stilinga pensa che 'sti politici debbano cacciare Mastrapasqua che ricopre 60 incarichi e lo sostituiscano con una dirigente donna, capace e aperta a raddrizzare le storture allucinanti in cui l'Inps versa e con lei la povera patria.

Made in Piigs: nasce un brand a sostegno del made in Europe

Made in Piigs: nasce un brand a sostegno del made in Europe

E’ stato presentato a Parigi lo scorso 14 novembre ed è un nuovo brand che vuole sostenere l’abbigliamento europeo. Si tratta di “Made in Piigs”, start up fondata a fine 2012 da Francois Pogodalla, ingegnere franco-polacco e proprietario del marchio, spalleggiato da Bruno Stucchi, italianissimo owner presso la Dinamo Milano e responsabile dello styling.

http://madeinpiigs.eu/

Un nome, un grande programma: “Piigs” è infatti l’acronimo dispregiativo utilizzato da economisti e finanzieri per indicare Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna, i paesi che fanno parte dell’Unione Europea e che sono stati colpiti più duramente dalla crisi.

La missione del progetto è quella di ridare credibilità all’economia di questi paesi sviluppando forza lavoro all’interno degli stessi: la produzione infatti avviene quasi interamente in Italia, per la precisione a Polverara (PD), presso un azienda che si chiama OTS (specializzata nella produzione di T-Shirt); per la linea basica, invece, il marchio si appoggia ad una società in Portogallo, specializzata nel trattare materiali organici ed ecosostenibili. Il progetto nasce quindi dalla volontà di credere nella competitività Europea, con una linea di abbigliamento per uomo e donna che lancia lo stile “Vintage Europe” ispirato all’iconografia e ai valori della “old industry” e prodotta interamente in Europa.

Per il momento, la vendita delle collezioni avverrà solo attravero il sito e-commerce (www.madeinpiigs.eu) ma nei progetti del fondatore c’è l’apertura di uno showroom, probabilmente in Italia, e di pop-up shop.

Economist Caution: Prepare For 'Massive Wealth Destruction'


Take immediate steps to protect your wealth . . . NOW!

That’s exactly what many well-respected economists, billionaires, and noted authors are telling you to do — experts such as Marc Faber, Peter Schiff, Donald Trump, and Robert Wiedemer. According to them, we are on the verge of another recession, and this one will be far worse than what we experienced during the last financial crisis.

Marc Faber, the noted Swiss economist and investor, has voiced his concerns for the U.S. economy numerous times during recent media appearances, stating, “I think somewhere down the line we will have a massive wealth destruction. I would say that well-to-do people may lose up to 50 percent of their total wealth.”

When he was asked what sort of odds he put on a global recession happening, the economist famous for his ominous predictions quickly answered . . . “100 percent.”

Faber points out that this bleak outlook stems directly from Federal Reserve Chairman Ben Bernanke’s policy decisions, and the continuous printing of new money, referred to as “quantitative easing” in the media.

Faber’s pessimism is matched by well-respected economist and investor Peter Schiff, the CEO of Euro Pacific Capital. Schiff remarks that the stock market collapse we experienced in 2008 “wasn’t the real crash. The real crash is coming.”

Schiff didn’t stop there. Most alarming is his belief that daily life will get dramatically worse for U.S. citizens.

“If we keep doing this policy of stimulus and growing government, it’s just going to get worse for the average American. Our standard of living is going to fall . . . People who are expecting Social Security can’t get all that money. People expecting government pensions can’t get all their money . . . We simply can’t afford to pay them.”

Equally critical of the current government and our nation’s economy is real estate mogul and entrepreneur Donald Trump, who is warning that the United States could soon become a large-scale Spain or Greece, teetering on the edge of financial ruin.

Trump doesn’t hesitate to point out America’s unhealthy dependence on China. “When you’re not rich, you have to go out and borrow money. We’re borrowing from the Chinese and others.”

It is this massive debt that worries Trump the most.

“We are going up to $16 trillion [in debt] very soon, and it’s going to be a lot higher than that before he gets finished,” Trump says, referring to President Barack Obama. “When you have [debt] in the $21-$22 trillion [range], you are talking about a [credit] downgrade no matter how you cut it.”

In a recent appearance, Trump went to so far as to say the dollar is “going to hell.”

Where Trump, Faber, and Schiff see rising debt, a falling dollar, and a plunging stock market, investment adviser and author Robert Wiedemer sees much more widespread economic destruction.

In a recent interview to talk about his New York Times best-seller Aftershock, Wiedemer says, “The data is clear, 50 percent unemployment, a 90 percent stock market drop, and 100 percent annual inflation… starting in 2013.”

Editor’s NoteWatch the disturbing interview with Wiedemer.

Before you dismiss Wiedemer’s claims as impossible or unrealistic, consider this: In 2006, Wiedemer and a team of economists accurately predicted the collapse of the U.S. housing market, equity markets, and consumer spending that almost sank the United States. They published their research in the book America’s Bubble Economy.

When the interview host questioned Wiedemer’s latest data, the author unapologetically displayed shocking charts backing up his allegations, and then ended his argument with, “You see, the medicine will become the poison.”

The interview has become a wake-up call for those unprepared (or unwilling) to acknowledge an ugly truth: The country’s financial “rescue” devised in Washington has failed miserably.

The blame lies squarely on those whose job it was to avoid the exact situation we find ourselves in, including Bernanke and former Fed Chairman Alan Greenspan, tasked with preventing financial meltdowns and keeping the nation’s economy strong through monetary and credit policies.

Shocking Footage
See the eerie chart that exposes the ‘unthinkable.’

At one point, Wiedemer even calls out Bernanke, saying that his “money from heaven will be the path to hell.”

But it’s not just the grim predictions that are causing the sensation in Wiedemer’s video interview. Rather, it’s his comprehensive blueprint for economic survival that’s really commanding global attention.

The interview offers realistic, step-by-step solutions that the average hard-working American can easily follow.

The video was initially screened for a relatively small, private audience. But the overwhelming amount of feedback from viewers who felt the interview should be widely publicized came with consequences, as various online networks repeatedly shut it down and affiliates refused to house the content.

Bernanke and Greenspan certainly would not support Wiedemer publicly, and it soon became apparent mainstream media would not either.

“People were sitting up and taking notice, and they begged us to make the interview public so they could easily share it,” said Newsmax Financial Publisher Aaron DeHoog. “But unfortunately, it kept getting pulled.”

“Our real concern,” DeHoog added, “is the effect even if only half of Wiedemer’s predictions come true.

“That’s a scary thought for sure. But we want the average American to be prepared, and that is why we will continue to push this video to as many outlets as we can. We want the word to spread.”

Editor’s NoteFor a limited time, Newsmax is showing the Wiedemer interview and supplying viewers with copies of the new, updated Aftershock book including the final, unpublished chapter. Go here to view it now. 


Se la notizia è vera allora annamo proprio bene! se invece serve per colpire Obama, ammazza!