Ripresa rinviata per settore calzature, 2016 difficile

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Stenta a ripartire il settore calzaturiero italiano. Dopo un 2015 con risultati inferiori alle attese, anche i primi mesi del 2016 evidenziano infatti un contesto debole e un clima di grande incertezza. E' quanto emerge dal rapporto presentato in occasione dell'assemblea di Assocalzaturifici ad Arese.

Nel dettaglio il settore nel 2015 ha contenuto la flessione dei livelli produttivi (-2,9% in volume, a 191,2 milioni di paia, e -0,5% in valore) nonostante aree di criticità sui mercati esteri e la contrazione della domanda interna (l'ottava consecutiva dal 2008); ha conseguito un nuovo record nel fatturato estero, con aumenti significativi delle vendite in diverse aree di destinazione; ha messo a segno, per la prima volta dal 2011, un incremento nei livelli occupazionali favorito dalle misure di stabilizzazione del Jobs Act (+432 addetti, pari al +0,6%), insufficiente comunque a recuperare la perdita subita nel solo 2014.

Rimbalzo già interrotto a inizio 2016: a fine marzo il numero di addetti risultava sostanzialmente stabile (-48) a fronte della chiusura di 39 imprese. Le ore di cassa integrazione nel primo trimestre sono balzate del 32,4% a 3,5 milioni, più del doppio rispetto ai livelli pre-crisi dell primo trimestre 2008.

Nel 2015 l'export si è attestato a 207,6 milioni di paia (-3,4%), per un valore di circa 8,66 miliardi di euro (+3,2%). I flussi verso l'Unione Europea, dove sono dirette sette scarpe su dieci esportate, sono scesi del 3,7% in quantità, restando stabili in valore, con andamento contrastante nei due storici mercati di riferimento: recupero in Germania (+1,9% valore e +7% volume); battuta d'arresto in Francia.

I mercati extra-Ue hanno mostrato più di un affanno, registrando nell'insieme un calo in quantità (-2,8%) e una crescita in valore meno rilevante rispetto al passato (+6,7%). Tra i mercati con segno positivo si sono distinti gli Usa (+17% in valore e +6,4% quantità), diventati il secondo sbocco estero in valore. Per quanto concerne i flussi in entrata in Italia, le importazioni sono rimaste sui livelli del 2014 (327,9 milioni di paia, -0,5%), con una crescita però del 9,2% in valore. L'attivo della bilancia commerciale, in calo del 2,7%, ha superato i 4,1 miliardi di euro.

Nel primo bimestre 2016, stenta ancora la ripresa del mercato interno (-1,3% quantità, -3,7% valore), mentre debolezza economica e criticità finanziarie penalizzano l'export soprattutto di fascia medio alta e lusso. Resta attivo ma in calo dell'1,2% il saldo commerciale a 676,2 milioni.