le dieci leggi che hanno cambiato l'Italia e le donne

http://www.alfemminile.com/donne-societa-diritti-della-donna/le-10-leggi-che-hanno-cambiato-la-vita-delle-donne-italiane-s316825.html

Diritto di voto, divorzio, aborto, ma non solo: scopri le dieci leggi che hanno cambiato l'Italia e le donne
Le donne italiane non potevano votarenon potevano abortire né divorziare, e se venivano uccise non era poi così grave, se la loro "colpa" era di aver leso l'onore maschile. La situazione delle donne italiane non era per niente facile, e decenni di lotte civili e femministe sono riusciti piano piano a cambiare le cose.
Un libro uscito da poco, Le leggi delle donne che hanno cambiato l'Italia, ci ricorda quanti progressi sono stati fatti, e quanti ancora sono da fare. È curato dalla Fondazione Nilde Iotti e contiene tutte le norme che hanno contribuito a cambiare la situazione femminile nel nostro paese, per molti versi ancora tradizionale e maschilista.
Abbiamo scelto le dieci leggi più importanti e rappresentative di questo progresso. Scoprile qui:

1. Diritto di voto

2. Divieto di licenziamento per matrimonio o maternità

3. Accesso alle professioni dei Pubblici Uffici

4. Divorzio

5. Riforma del diritto di famiglia

6. Aborto

7. Delitto d'onore e matrimonio riparatore

8. Pari opportunità

9. Quote rosa nelle aziende

10. Violenza contro le donne

Indiani sikh nell'agro pontino costretti a drogarsi per lavorare 15 ore al giorno nei campi

da: http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2014/05/16/news/indiani_dopati-86281766/?ref=HREC1-6
La nuova frontiera della schiavitù invisibile, a due passi da Roma. A denunciare lo sfruttamento è un dossier della onlus In Migrazione, che ha intervistato i braccianti indiani della zona agricola in provincia di Latina

Dignità, valore che dovrebbe essere rafforzato nel popolo italiano

da: http://www.treccani.it/enciclopedia/dignita/

Dignità




La condizione di nobiltà ontologica e morale in cui l’uomo è posto dalla sua natura umana, e insieme il rispetto che per tale condizione gli è dovuto e che egli deve a sé stesso. La d. piena e non graduabile di ogni essere umano (il suum di ciascuno), ossia il valore che ogni uomo possiede per il semplice fatto di essere uomo e di esistere è ciò che qualifica la persona, individuo unico e irripetibile. Il valore dell’esistenza individuale è dunque l’autentico fondamento della d. umana.
Secondo Tommaso d’Aquino e la concezione cristiana, la d. dell’uomo sta nel suo essere creato a immagine e somiglianza di Dio e nella sua capacità di orientare le proprie scelte in una continua tensione etica verso Dio. Per I. Kant, la d. dell’uomo sta nel suo essere razionale e capace di vita morale, ed è ciò che gli impone di agire sempre «in modo da trattare l’uomo, così in te come negli altri, sempre anche come fine e mai solo come mezzo».
Sotto il profilo giuridico-ordinamentale, emerge un riferimento alla d. della persona come titolarità organica di interessi intrinsecamente legati alla natura umana, ossia come riconoscimento di un diritto costitutivo e inviolabile corrispondente alla qualità di uomo in quanto tale, dal concepimento alla morte naturale. Nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948 si legge che «l’unico e sufficiente titolo necessario per il riconoscimento della d. di un individuo è la sua partecipazione alla comune umanità». Il principio di uguaglianza e non discriminazione, fondato sul riconoscimento della pari d. ontologica di ciascun uomo, costituisce, infatti, il cardine della moderna civiltà giuridica e dello stato di diritto. Ogni persona, pertanto, è tutelata dal diritto in maniera diretta e immediata in virtù del valore autonomo e intrinseco della sua dignità. Per questo una società giusta può essere realizzata solo nel rispetto e nella promozione della d. di ogni persona, fine e valore in sé.
altri apporti: http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/D/dignita.shtml

Questo valore è da rinvigorire sia nei vertici dello Stato (vedi trattativa Stato-mafia, vedi Alfano ed il Kazakistan, vedi Alfano e Genny 'a carogna, vedi Berlusconi e i giudici, vedi Renzi e Obama, etc. etc.) che in tutto il popolo italiano, troppo pronto a farsi servo e paurosamente voglioso di essere suddito e schiavo del tiranno o despota o personaggio carismatico del momento.