La tassa sul trading torna all'Eurogruppo. Gli attivisti: "Passare dalle parole ai fatti"

da: http://www.repubblica.it/economia/finanza/2016/10/07/news/tassa_sul_trading_riparte_la_campagna_europea_per_passare_dalle_parole_ai_fatti-149274592/?ref=HRLV-5

Lunedì si terrà l'Eurogruppo in Lussemburgo. Sarà l'occasione - per i dieci Paesi coinvolti nella progettazione di una tassa sulle transazioni finanziarie, tra i quali l'Italia - di tornare a discutere del tema, che in molti mesi non ha portato a nulla di concreto. Per l'Italia ci sarebbero 3-6 miliardi di gettito




MILANO - Tassare gli scambi di azioni o derivati. Un'idea accarezzata da tempo da alcuni Paesi dell'Unione europea, che per ora è rimasta lettera morta. I dieci Paesi membri - dei quali fa parte anche l'Italia - che sostengono la creazione di una tassa sulle transazioni finanziarie (Ttf) torneranno a parlarne lunedì, a margine della riunione mensile dei ministri delle Finanze dell'Eurozona fissata in Lussemburgo. Lo riporta la Reuters che cita due funzionari Ue, che hanno però specificato come non sia attesa alcuna svolta in merito al raggiungimento di un accordo. La discussione sull'introduzione della tassa è aperta da oltre cinque anni, ma le nazioni coinvolte restano divise riguardo a come applicare l'imposta.

Il gruppo dei Paesi proponenti ha ripetutamente posto delle scadenze per l'architettura della tassa, che non sono mai state rispettate. Al vertice Ecofin del dicembre scorso, hanno annunciato di avere raggiunto un accordo di massima sull'architettura della Ttf per azioni e derivati - che prevede fra l'altro la tassazione delle transazioni azionarie intraday, nessuna esenzione per imarket-maker nel caso dei derivati e una definizione stringente di market-maker nel caso azionario - nonché una base imponibile più ampia possibile (anche al costo di aliquote riviste al ribasso) per la TTF sui derivati. Non sono però stati poi fatti passi concreti, soprattutto per le paure di Slovenia e Slovacchia sui costi amministrativi legati alla raccolta e al management dell'imposta.

Dopo che è stato mancato l'obiettivo, l'incontro di questa volta è considerato importante in vista del raggiungimento di un compromesso entro la fine dell'anno. "Sarà un meeting piuttosto breve. Non mi attendo alcun esito da questo dibattito", ha dichiarato un funzionario Ue coinvolto nella trattativa. Un secondo funzionario ha spiegato che la riunione verterà sul lavoro tecnico svolto da due gruppi di esperti in giugno, ma non è pensato per raggiungere decisioni. Oltre all'Italia, i Paesi che supportano la Ttf sono Germania, Francia, Austria, Belgio, Grecia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna. Perché il progetto possa realizzarsi, in base alle norme Ue, a raggiungere un'intesa dovranno essere almeno nove nazioni.

In occasione di questo incontro, torna a salire il pressing delle  associazioni impegnate perché si arrivi finalmente ad un'approvazione della tassa. In particolare, un nuovo richiamo arriva dalla campagna italiana ZeroZeroCinque, coordinata da Oxfam e attiva nel quadro delle Robin Hood Tax Campaigns europee. Sono stati chiamati a raccolta 260 economisti ed accademici da 23 Paesi, che hanno sottoscritto un appello ai ministri delle Finanze e capi di Stato e di Governo europei, tra cui il Ministro Pier Carlo Padoan e il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, "affinché, dopo oltre tre anni di negoziato, reiterati impegni pubblici e scadenze posticipate, si arrivi finalmente ad annunciare il raggiungimento di un accordo sulla Tassa europea sulle Transazioni Finanziarie (TTF)".

Mentre gli algoritmi o gli errori di trading riescono a generare grande volatilità sui mercati, secondo i promotori "l'appello pone l'accento sulla forte valenza anti-speculativa della misura, sulla sua capacità di garantire maggiore resilienza e stabilità ai mercati finanziari e di generare considerevoli entrate erariali".

Secondo le stime ufficiali della Commissione europea, ricordano da ZeroZeroCinque, "la tassa potrebbe raccogliere, tenuto conto delle reazioni dinamiche dei mercati, fino a 22 miliardi di euro su base annua. Un gettito considerevole destinabile secondo i firmatari della lettera-appello a misure di lotta alla povertà domestica, interventi su scala internazionale in ambito educativo e sanitario e a misure di contrasto ai cambiamenti climatici". "La tassa europea sulle transazioni finanziarie non può più attendere. Adottarla significa compiere un passo importante per premiare l'uso paziente rispetto a quello speculativo dei capitali finanziari. Per trasformare i mercati finanziari da ingranaggi che stritolano gli esseri umani a strumenti al servizio della persona e del bene comune", aggiunge Leonardo Becchetti, ordinario in economia politica all'Università di Roma Tor Vergata e portavoce di ZeroZeroCinque.
Tassa sulle transazioni finanziarie, per l'Italia possibili 6 miliardi di gettito.


La campagna ricorda anche che - secondo uno studio del marzo 2015 dell'Istituto di Ricerca Economica (DIW) di Berlino - una Ttf europea applicata alla più ampia gamma di strumenti finanziari (secondo l'impianto della direttiva proposta dalla Commissione Europea nel marzo 2013), con il ricorso al doppio principio di tassazione (di residenza dell'operatore e di nazionalità del titolo) e con aliquote dello 0,1% per le azioni e dello 0,01% per i derivati porterebbe nelle casse dello Stato italiano dai 3 miliardi ai 6 miliardi di euro all'anno.

E Stilinga sottoscrive calorosamente questa tassa giusto per raddrizzare, anche se di poco, il tiro della realtà europea che sottrae ai cittadini per arricchire banche e speculatori finanziari. Quindi ora preghiamo che questa tassa diventi immediatamente reale e il trading si dia finalmente non solo una calmata ma anche una ridimensionata.