Fallimento Valleverde, in manette il fondatore Armando Arcangeli

da: http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/15_dicembre_03/fallimento-valleverde-arrestato-armando-arcangeli-brescia-rimini-0768a4a4-99b2-11e5-a8aa-552a5791f1fe.shtml

Con il fallimento del noto brand di calzature si sarebbe appropriato indebitamente di nove milioni di euro. Sequestrati 19 milioni. In manette anche un consulente bresciano



Dai fasti degli anni ‘90 ai debiti milionari, dagli spot con Kevin Kostner alle indagini per bancarotta fraudolenta. Giovedì mattina sono scattate le manette, sipario sulla triste caduta di uno dei più famosi imprenditori del centro Italia. Armando Arcangeli, fondatore del noto brand di calzature Valleverde, «non cammina più»: è agli arresti domiciliari. Per la Guardia di Finanza di Rimini, che si è avvalsa della collaborazione dei colleghi di Pesaro, Brescia e Mantova, si sarebbe appropriato indebitamente 9 milioni di euro con il fallimento della Spes spa, società in cui l’indebitata Valleverde spa si era trasformata nel 2011 cedendo in affitto l’azienda alla Valleverde srl, newco creata ad hoc da un gruppo di imprenditori bresciani . Una storia di intrecci, falsi contenziosi e omessi versamenti a Erario e creditori.


La scoperta è stata fatta nell’ambito dell’ operazione «Broken shoes», che ha portato anche al sequestro di beni per 19 milioni di euro.Ai domiciliari anche David Beruffi, 58enne ex assessore di Castiglione, Antonio Gentili, 48enne di Novafeltria, direttore generale e poi liquidatore della Valleverde spa, Enrico Visconti, 50enne di Desenzano presidente del cda di Valleverde srl, Ernesto Bertola, 61enne bresciano, amministratore di fatto della Valleverde srl e Anna Maria Soncina, 51 anni di Desenzano , consulente esterno. La struttura aziendale, attualmente, è di proprietà della Silver 1 srl di Lugo di Romagna guidata da Elvio Silvagni che ha rilevato la Valleverde a gennaio 2015 per 9 milioni di euro e che risulta estranea alla vicenda.

La prima operazione nel 2013

Le perquisizioni a catena scattano nel 2013 nelle abitazioni e negli uffici dei vertici (vecchi e nuovi) del calzaturificio. Motivo: il fallimento della Spes spa, per la quale è dichiarato il fallimento dopo la revoca del concordato preventivo. Secondo i finanzieri, attraverso un intreccio societario e l’utilizzo strumentale di un concordato preventivo nella pratica fittizio sono stati sottratti all’azienda almeno 9 milioni di euro. La Spes spa era infatti la società in cui si era trasformata cambiando nome e ragione sociale alla vecchia Valleverde spa di Arcangeli, indebitata per 45 milioni, e che avrebbe dovuto traghettare lo storico calzaturificio di Rimini verso il concordato preventivo. I debiti contratti dalla Spes per far fronte all’affitto d’azienda, alla gestione del calzaturificio da 130 dipendenti e alla produzione sarebbero dovuti essere pagati dalla newco Valleverde srl, costituita da un pool di imprenditori bresciani che avevano preso in affitto marchi, produzione e vendita impegnandosi a versare alla Spes le risorse necessarie per ripianare i debiti. Arcangeli pensava però che i fasti degli anni ‘90 non si sarebbero ripetuti e ha stretto un patto segreto con gli imprenditori bresciani: i soldi alla Spes non dovevano arrivare.



Dal concordato al fallimento

Ammessa al concordato preventivo, omologato nel 2012, la Spes (espressione della vecchia società) non ha fatto fronte agli impegni assunti verso i 2mila creditori di Valleverde spa sparsi per l’Italia. Anche alla luce delle contese (giudicate artificiose dalla Finanza) tra vecchia e nuova società il concordato era stato revocato dal Tribunale e la Spes ha fatto crac il 6 giugno 2013: dalla newco Valleverde srl, i soldi non sono mai arrivati. Per la Finanza era tutto programmato tanto che una denuncia di truffa della nuova gestione contro la vecchia, accusata di aver fatto sparire parte del magazzino, era stata considerata «artificiosa». Sette gli imprenditori e manager che il pm Luca Bertuzzi aveva iscritto nel registro degli indagati per bancarotta. Tra questi Armando Arcangeli, fondatore dell’originaria Valleverde Spa e ideatore dello slogan «Camminerete in una Valleverde», il direttore generale Antonio Gentile che poi ha assunto l’incarico di liquidatore della Spes, l’amministratore della srl Enrico Visconti, residente a Desenzano del Garda, Ernesto Bertola, bresciano e David Beruffi, di Castiglione delle Stiviere, responsabile finanziario.



Sequestri preventivi per l’equivalente dei reati

L’attività di polizia giudiziaria, coordinata da Luca Bertuzzi, sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Rimini, e svolta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Rimini, ha permesso di individuare operazioni e fatti aziendali connotati dall’obiettivo comune di depauperare il patrimonio aziendale della fallita Valleverde. Tutto in pregiudizio dei creditori e dell’Erario attraverso la commissione di bancarotta e di omessi versamenti di imposte per importi milionari. Le condotte per le quali gli indagati sono accusati riguardano sia la vecchia proprietà che la governance della newco bresciana appositamente costituita per garantire la continuità aziendale nella fase del concordato preventivo omologato dal Tribunale di Rimini. Sono stati eseguiti sequestri preventivi per «equivalente», con riferimento a reati tributari, fino alla concorrenza di 12,2 mln di euro e sequestri preventivi, con riferimento ai reati fallimentari, di somme pari a 6,8 mln di euro, oltre a quote societarie di cinque società, di cui una immobiliare con sede a Rimini e quattro nella Repubblica di San Marino, nonché ai saldi attivi di conti correnti sia nazionali che esteri, avvalendosi anche di una rogatoria internazionale accolta dall’Autorità Giudiziaria della Repubblica di San Marino.